Ebbene eccomi qua a parlarvi
di un concerto che aspettavo da tempo, e come
me credo tutti gli altri fans dei Symphony X.
Bene ragazzi, premettendo
che non sono molto portata alle recensioni
mi scuso per eventuali errori in campo :).
Dunque arriviamo al Transilvania
Live e troviamo un gruppo con una cantante
abbastanza brava, con una voce molto simile
a quella di Andre Matos secondo me, lasciamo
chiodi e sciarpe ed entriamo. Purtroppo era
già molto affollato, e inizialmente
mi ero arresa all'idea di non dover vedere
nulla. Per fotuna quando il gruppo guest ha
lasciato il palco siamo riusciti a farci strada
verso, per lo meno, il centro del locale.
Ed eravamo già a buon punto.
L'attesa è sembrata naturalmente interminabile,
come ogni concerto che desideri con tutto
te stesso.
Per ingannare l'attesa abbiamo deciso di continuare
a guadagnare posto verso le prime file. Ed
è così che ci ritroviamo in
terza fila proprio in tempo per l'entrata
dei Symphony X.
Inizia così una potentissima Inferno
che porta sin dall'inizio un grande jumping
da parte dei presenti e che inizia a surriscaldare
gli animi. E all'arrivo del ritornello il
transilvania sta cantando a gran voce. Una
serata di grandi performances, da parte di
tutti i musicisti.
Ed ecco le pesanti chitarre di Wicked, un
Russel in grande forma, un Michael Romeo sempre
più "PERFETTO", una perfetta
sincronizzazione tra l'assolo di chitarra
e quello di tastiere.
Ed ecco quelli che credo molti aspettavano,
il vocalizzo centrale di Wicked, ripetuto
tre volte, ma fatto in un modo a dir poco
sconvolgente. E' stato interessante scoprire
che le doti tecniche del cantate vanno molto
al di sopra di quello che si può sentire
negli album, una tecnica vocale spaventosa,
ma non solo, un uso del microfono tutto particolare.
Il modo di allontanarlo e riavvicinarlo per
gli acuti che sinceramente non avevo mai visto
fare con tale precisione. Davvero notevole.
E arriva così Evolution (The Grand
Design), anche qui hanno fatto davvero una
bella performace, peccato però mi sia
sembrato che il disco V non lo conoscessero
tutti, o per lo meno dove stavo io i due pezzi
dell'album che hanno proposto non li cantava
nessuno, interessante però vedere la
gente che non conosceva tali pezzi essere
ATTENTISSIMA nell'ascolto di quest'ultimi.
Segue altro pezzo dall'album V, più
cadensato che ha dato una grande calda atmosfera
al locale.
Dal concerto sembrerebbe davvero che The Odissey,
l'album, abbia avuto davvero un gran bel successo,
accolto davvero molto bene dalla gente (non
che me ne meravigli, considerandolo uno dei
migliori).
E le distorsioni di King Of Terrors entrano
in scena e di nuovo tutti a cantare e all'arrivo
del ritornello, naturalmente, a saltare.
Agli assoli di Michael Romeo la gente sembrava
letteralmente IPNOTIZZATA (e te credo!!!!!!).
Ed ecco un primo accenno ai vecchi lavori,
e precisamente ad uno dei più bei dischi
che abbiano fatto (The Divine Wings Of Tragedy,
da cui sono stati proposti molti pezzi), con
OUT OF THE ASHES, martellante batteria e quel
fraseggio neoclassico così malmsteeniano
che davvero sembra piacere tanto.
E tutti in coro per il ritornello!!!!!!!!!!!!!
Continuiamo così con la prima Accolade
(alla frase KNIGHT OF THE TEMPLAR mi sono
davvero commossa!!!!) e vorrei soffermarmi
sulla parte vocale antecedente le "campane(?)"
e sulla grande capacità di creare "quella
speciale atmosfera" che risulta difficile
per tutti in sede live e che loro hanno creato
con tale semplicità e genuinità;
segue la più recente Accolade II, semplicemente
PERFETTA!!!!
Vorrei sottolineare il modo molto personale
di Russel nel tenere il palco, uno stile tutto
suo, un approccio molto caldo col pubblico,
un simpaticone!!!!!
E ancora Smoke And Mirrors da Twilight In
Olimpus con i suoi ritmi più quadrati
e veloci che danno l'impatto giusto, fino
al rallentamento del pezzo dove il pubblico
alza le braccia e segue la dolce melodia delle
chitarre pianoforte e un impeccabile Russel
alla voce.
E ritorniamo al '97 con Sea Of Lies e Of Sins
And Shadows le cui pesanti distorsioni tornano
prepotenti a farla da padrona, anche questi,
pezzi accolti molto bene, e a quanto pare
con moooolta ansia.
Ci avviamo verso la fine, ma in realtà
manca una buona mezz'ora e sembra che i nostri
Symphony X abbiano deciso di farci rimanere
senza fiato (ma felici, più che felici)
perchè il pezzo che riempie i 30 minuti
successivi e porta il concerto ad una (gloriosa)
conclusione è proprio The Odissey.
Credo una delle prove che questo gruppo ha
un'inventiva pazzesca, ma soprattutto un'inventiva
che non annoia mai e che non permette ai pezzi
troppo lunghi (The Odissey = 25 minuti circa)
di diventare pesanti, noiosi o ripetitivi.
Il pezzo di chiusura lascia ulteriormente
i presenti a bocca aperta e (dalle espressioni
che avevano in viso) soddisfatti di questo
concerto.
L'unica mia personale nota
negativa è che avrei voluto sentire
due pezzi in particolar modo che non hanno
fatto, e cioè The Damnation Game e
Masquerade (quest'ultima acclamata da me -
figuriamoci... con un filo di voce magari
mi sentivo solo io).
Ma di REALI note negative in un concerto così
non si può parlare perchè i
pezzi hanno reso bene dal vivo, i musicisti
sono stati formidabili, precisi, CALDI!!!!!!
Il voto che dò a questo
concerto è un 10 con lode meritatissimi.
Speriamo tornino presto qui in Italia.