BOLOGNA - Mattina
del 05 Giugno 2004, una splendida gioranta di
sole ed eccoci, siamo pronti per spaccarci alla
grande!!! Ad aprire questo festival che molto
probabilmente rimane uno dei migliori in Italia
sono i DarkLunacy,
band italiana che propone un death metal melodico.
Riescono a catturare subito l'attenzione del
pubblico, il cantante infatti ha dimostrato
di avere molto carisma. Peccato per l'orario
(le 11:30 circa) che ha fatto si che il pubblico
fosse ancora poco.
E passiamo al secondo gruppo, gli Into
Eternity, band americana che propone
un genere molto ricercato che spazia dal death
al prog. Tra i brani proposti Shadow, Void Of
Soul e in chiusura una Separating In Two depression
che conclude bene la performance.
Il terzo gruppo sono
i Domine che hanno scaldato
(ancora di più - ndr) l'atmosfera con
brani come Thunderstorm e Dragonlord; e per
quanto io non sia una grande fan di questo
gruppo devo dire che hanno saputo intrattenere
bene il pubblico che li ha accolti benissimo.
Ma ecco una perla di
questa giornata, un gruppo che merita tantissimo
e che ha saputo dimostrare un'ottima performance
live. Sto parlando dei Rage,
gruppo del quale già avevo molta stima
e che con questo concerto ha confermato ancor
di più il mio parere su di loro: un
grande gruppo!!! Il concerto inizia con War
Of Worlds, brano di grande impatto che, anche
grazie a Peavy Wagner che si ha saputo gestire
bene il palco, ha subito coinvolto il pubblico.
Tra gli altri brani proposti: Set This World
On Fire, Down, una bellissima Don't Fear The
Winter, brano del 1988 tratto dall'album Perfect
Man e in conclusione una stupenda Higher Than
The Sky, anche questo un brano non proprio
recente risalente al 1996. Che dire davvero
dei grandi!!!
E' il turno degli Anathema,
gruppo decisamente fuori luogo che non sono
riuscita ad apprezzare quasi per nulla, gruppo
a mio parere abbastanza scontato e poco carismatico
dal vivo (non sono tutti Bruce Dickinson -
ndr).
Ma ecco un gruppo che
a mio personalissimo parere meritava un tantino
in più di tempo e "volume"
a disposizione. I Symphony X,
grandiosi in ogni singola parte, capaci di
regalare emozioni, un Russell Allen davvero
in gran forma e che ha tenuto il palco benissimo,
che ha interagito bene col pubblico coinvolgendolo
più volte. Ogni singolo musicista di
questa band ha saputo dimostrare grande professionalità
e precisione cose che notiamo proprio ad inizio
concerto, quando forse per problemi tecnici
hanno alzato in leggero ritardo la distorsione
a Romeo che ha fatto un fraseggio velocissimo
praticamente a chitarra pulita (le distorsioni
tendono sempre a coprire un po' le imperfezioni
e in quel fraseggio non mi è sembrato
di sentirne). Lo show racchiude le chicche
di questa band da brani tratti dal loro, fenomenale,
The Odissey come Accolade II a brani come
Evolution (The Grand Design) o le storiche,
emozionanti Sea Of Lies, Of Sins And Shadow,
The Divine Wings Of Tragedy. Peccato sia durato
così poco!!!
Dopo i Symphony X entrano
in scena i Nevermore, performance
della quale posso parlarvi poco in realtà
perchè ho lasciato il compito ai miei
"aiutanti" di farmene un resoconto
. Sembrerebbe dunque che i Nevermore, nonostante
ce l'abbiano messa tutta, abbiano molto sofferto
i disguidi tecnici che, tra volumi completamente
sballati e suoni arrangiati alla meglio, hanno
influito molto sulla performance della band.
Tra i brani proposti: Next In Line, The fall
Of The Flesh, Inside Foru Walls, e in chiusura
Enemies Of Reality.
E qui giù l'acquazzone
che ha visto la cancellazione di UFO e Stratovarius
(questi ultimi hanno poi suonato il giorno
successivo). Ed è proprio l'acquazzone
che molto probabilmente ha fatto si che al
concerto dei grandi Judas Priest non
ci fosse un folla immensa. Dunque ero in prima
fila un paio d'ore prima che iniziasse il
concerto e mi chiedevo se ce l'avrei mai fatta
a rimanerci. Naturalmente la risposta alla
mia domanda era NO!!! Già con l'entrata
del palco sentivo la folla che mi spiaccicava,
e via via che il sole tramontava le cose andavano
lentamente peggiorando (o migliorando a seconda
dei punti di vista - da un metro e ottanta
sicuramente si può parlare di miglioramento
- ndr). Dunque inizia il concerto, e all'entrata
di Halford il pubblico è già
in delirio. Il concerto inizia con una grande
Electric Eye, brano che mi son goduta poco
in quanto stavo al limite e per godermi davvero
il concerto nelle sue sfumature ho deciso
di uscire dalla folla e ascoltarmelo da dietro.
Halford è lì e sembra quasi
surreale, un po' spento fisicamente forse,
ma con una voce abbastanza notevole nonostante
il tempo passato. E' così che ci ripropongono
grandi brani quali Breaking The Law, The Ripper,
Beyond The Realms Of Death, Diamonds And Rust,
Green Manalishi, e la fantastica, immensa
Painkiller. E per concludere Hell Bent For
Leather, United, Living After Midnight e You've
Got Another Thing Comin'.
Che dire una giornata
movimentata con belle performance, tanto fango
e soprattuto tanto HEAVY METAL!!!