Nel
recensire questo album voglio subito dire una
cosa: non è un disco power, ma un disco
di classico heavy metal con parti sinfoniche.
Detto ciò resta un disco importantissimo,
sia nell'evoluzione della band, che qui per la
prima volta unisce al metal puro dei primi dischi
le parti sinfoniche che ne caratterizzeranno il
sound negli anni seguenti, sia in un ottica generale,
perchè la band dei fratelli Oliva fu una
delle prime ad inserire parti tastieristico/sinfoniche
così marcate in un contesto metal classico,
oltretutto in un epoca in cui le tastiere nel
metal erano viste quasi come una bestemmia. Un
cupo giro di basso con un rumore di elicotteri
in sottofondo da il via alla prima canzone: "Of
Rage And War". Entra poi in scena il resto
della band dando vita ad una classica metal song,
in cui la rabbiosa voce di Jon Oliva descrive
scenari di guerra. Una caratteristica da notare
subito è la grande capacità della
band di rendere benissimo, con la propria musica,
le atmosfere descritte nei testi (capacita che
toccherà il culmine nei concept "Streets"
e "Dead winter dead").
La parte più sinfonica del sound si manifesta
completamente nella seguente title track: "Gutter
Ballet", un vero capolavoro introdotto dalle
malinconiche note del piano di Jon su cui poi
si inserisce la band, dando vita ad un mid-tempo
che si può definire come una vera e propria
sinfonia metal. "Temptation Revelation"
è uno strumentale in cui la chitarra di
Criss Oliva regala mille emozioni accompagnata,
prima dal solo pianoforte, e poi da un intera
orchestra.
Altra grandissima song è la ballad "When
the crowds are gone", introdotta da voce
e pianoforte si sviluppa poi in un crescendo incredibile,
in cui Jon da vita, drammaticamente, a un artista
giunto all'ultima interpretazione della sua vita.
Da brividi il finale. "Silk and steel"
è uno strumentale acustico che si ricorda
soprattutto x le buone capacità messe in
mostra da Criss. "She's in love" è'
una classica metal song veloce e diretta, ben
supportata da un aggressiva interpretazione vocale.
Un arpeggio sinistro apre "Hounds" pezzo
che poi esplode in un mid-tempo scurissimo (quasi
doom come atmosfere), su cui svetta l'incredibile
interpretazione di Jon, teatrale e malvagia, che
racconta di brughiere remote percorse da belve
infernali... il tutto concluso da una terrificante
accelerazione in cui sembra che voce e chitarra
ingaggino un duello all'ultimo sangue. "The
Unholy" è una classica cavalcata metal,
rabbiosa e travolgente, che dimostra (se mai ce
ne fosse bisogno) come la band sappia picchiare
molto duro. "Mentally yours", dopo una
emozionante intro di pianoforte e voce, si risolve
in un mid-tempo piuttosto intricato ma è
con la successiva "Summer's rain" che
arriva l'ultima gemma del disco: una ballad malinconica
dove la sofferta interpretazione di Jon è
coadiuvata alla grande dalle chitarre. Ancora
una volta un brano in grado di trasmettere grandi
emozioni. Chiude il disco "Thorazine shuffle"
altro mid-tempo cupo e inquietante che affronta
il tema della pazzia.
In conclusione quest'album è
sicuramente uno dei più belli tra quelli
prodotti da questa grandissima, e per troppo
tempo sottovalutata band, che in oltre 20 anni
di carriera si è quasi sempre mantenuta
a livelli altissimi, conoscendo raramente cadute
di tono.
Solo un paio di pezzi un po' inferiori agli
altri mi impediscono di dare un voto ancora
piu alto al disco, ma è giusto questione
di dettagli.
Se ancora non conoscete i Savatage questo può
essere un ottimo punto di partenza... ne vale
davvero la pena.