Con
ormai una decina d'anni di carriera alle spalle
giungono alla pubblicazione del loro sesto album
gli svedesi Nocturnal Rites.
La storia di questa band ha infatti inizio nei
primi anni '90, ed è passata attraverso
un drastico cambio di sound e line-up all'indomani
del terzo disco "The sacred talisman".
Al classico power dei primi dischi, si contrappone
il sound decisamente più duro e roccioso
sviluppato da "Afterlife" in poi. A
questo cambio di sonorità si aggiunge,
contemporaneamente, la sostituzione del vecchio
singer Anders Zackrisson con l'attuale Johnny
Lindkvist. Preferisco evitare paragoni tra i due
cantanti, a mio parere comunque entrambi validi,
mi limito a dire che la timbrica più aggressiva
di Lindkvist è forse più adatta
al nuovo sound, mentre Zackrisson è perfetto
per i primi lavori.
Venendo al disco devo dire che ho trovato questo
"New world messiah" un lavoro assai
valido, anche migliore di album piu blasonati
(o cmq piu pompati dalle varie case discografiche).
Potente e roccioso alterna pezzi veloci a mid-tempo
rocciosi e ben interpretati da Lindqvist, senza
cali di tono evidenti, proseguendo sulla scia
degli ultimi lavori con quel tocco melodico che
resta comunque figlio del power dei vechi dischi.
Il disco si apre alla
grande con la title-track "New world messiah"
che, dopo una maestosa apertura, sembra rallentare
con l'ingresso della voce, cupa e malinconica
per poi esplodere nuovamente col suo riffing
aggressivo e sfociare nel bel ritornello, tanto
melodico quanto potente e trascinante. Gran
pezzo davvero. Segue "Against the world"
mid-tempo maestoso ed evocativo, magistralmente
interpretato da Lindkvist e sottolineato da
ottimi interventi di tastiere comunque mai troppo
invadenti. Autentica mazzata power-speed è
invece "Avalon" che immediata e trascinante,
non mancherà di fare sfracelli dal vivo,
grazie anche ad un refrain diretto che si stampa
in
mente fin dai primi ascolti. E' poi la volta
del singolo "Awakening" che, dopo
una breve e oscura intro di tastiere si sviluppa
in un alternanza di parti più evocative
e violente accelerazioni ritmiche che ben supportano
l'azzeccato
refrain corale. Ancora una volta la band dimostra
di avere uno dei suoi punti di forza nella costruzione
di grandi refrain e melodie, oltre che nelle
buone capacità tecniche di tutti i componenti
e nell'ottima performance vocale. "Egyptica",
come già si intuisce dal titolo, è
basato su avvolgenti melodie arabeggianti, che
si inseriscono su una base lenta e cupa, il
tutto dominato da drammatiche vocals. Bello
l'assolo di tastiera. "Break away"
è invece un pezzo veloce e compatto che
mi ha ricordato un po i brani più diretti
dei Masterplan.
Un riff compatto e potente e vocals evocative
e minacciose, queste le
caratteristiche di "End of days",
che poi esplode in uno di quei refrain trascinanti
che sono ormai una sorta di marchio di fabbrica
x la band. La successiva "The flame will
never die" è una semi-ballad potente
e maestosa: questa volta sono le tastiere a
condurre le danze al meglio. Bello il refrain
corale. Ci si avvia alla fine con "One
nation" power song diretta e potente con
una bella apertura melodica che precede il chorus:
un pezzo che farà sfracelli dal vivo.
Una menzione anche per la sezione ritmica, semplicemente
devastante. La chiusura spetta a "Nightmare"
altra cavalcata metallica che suggella quest'ottimo
album.
Come dicevo questo "New
world messiah" è un disco che si
mantiene su alti livelli x tutta la sua durata,
con alcuni picchi davvero notevoli ("Awakening",
"One Nation", "Egyptica"
e la stessa title-track), e privo di cadute
di tono, consigliato a tutti gli amanti dal
power e del metal classico... chissà
che non sia la volta buona per i Nocturnal Rites
per trovare quel successo che meriterebbero.