Grand
Illusion, 7° album della band svedese, ottimo
successore del bellissimo NewWorld Messiah, rappresenta
un'ulteriore conferma del buon gusto musicale
di questa band nonchè delle ottime capacità
tecniche dei componenti.
Per certi versi sottovalutati, i Nocturnal Rites
offrono un sano power metal, sicuramente privo
di "grandi genialità" ma con
un sound che può essere riconducibile unicamente
a loro; insomma è difficile che ascoltando
questa band accada ciò che è prevedibile
per la maggior parte dei gruppi power, e cioè
che vengano scambiati per qualche altro gruppo.
Ma andiamo all'album: il brano
d'apertura è Fools Never Die: un mid
tempo che però credo sia forse il brano
meno meritevole dell'albuum, per certi versi
anche abbastanza statico.
In Assolvenza entra Never Trust, tempi medi
anche qui, brano molto intenso.
Ma passiamo a Still Alive in cui si iniziano
a percepire sonorità più pesanti
che si alternano a parti tipicamente power,
ritornello molto trascinante.
Stesso discorso per Something Undefined: ritmiche
più pesanti rispetto ai canoni power
ma ritornelli più "tipici".
Molto bello il passaggio dal secondo ritornello
ad una parte più cadenzata che cresce
poi per ritornare al ritornello e poi concludere.
Sembra quasi che la ricerca di un suono più
pesante, in questo album, sia andata crescendo
brano dopo brano. Di fatti Our Wasted Days riconferma
questa "particolarità", questa
unione tra due sonorità diverse ma che
loro sono riusciti ad intrecciare senza sbalzi
troppo evidenti ed in modo eccellente.
Ed ecco quella che io considero la perla di
questo album, per me il brano più bello:
Cuts Like A Knife è un brano pesantissimo
(sempre rifacendoci ai canoni power) in cui
è stato inserito un particolare che lo
rende unico, e cioè l'alternarsi di voce
pulita ad un cantato growl che si adatta perfettamente
alle ritmiche di chitarra.
L'entrata dell'assolo ricorda, per certi versi,
sonorità usate dai Grip Inc. ritornando
poi su scale tipicamente power.
Una bellissima, per quanto semplice, frase di
tastiera introduce End Of Our Rope, brano più
cadenzato nelle strofe che passano prima ad
un tempo tagliato e poi, successivamente, al
bellissimo ritornello sestinato. Le tastiere
ricompaiono per concludere il brano.
Ed ancora, Never Ending: intro e strofe pesanti
ed ancora ritorno al power più classico
per i ritornelli.
Credo che One By One sia il picco più
basso dell'album, un mid tempo piuttosto scontato
sia nelle sonorità che nella metrica
delle linee vocali, nonchè negli stacchi
e nella struttura del ritornello. L'assolo è
forse la parte più bella del brano, nulla
di eccezionale ma piacevole.
Ed ecco Deliverance, se è vero che la
scelta di utilizzare Fools Never Die come brano
d'apertura sai stata, a mio avviso, un po' infelice,
è altrettanto vero che non avrebbero
potuto scegliere brano migliore di Deliverance
per concludere quest'album.
Penso di questo brano che sia meraviglioso,
ascoltandolo nel suo insieme si può pensare:
"Hey, niente di eccezionale!" ma ciò
che rende questo brano unico sono le "sfumature".
Piccoli tocchi di classe messi nel posto giusto,
a partire dall'inizio del brano: una leggera
assolvenza dell'arpeggio di chitarra, appena
accennato su cui fanno subito irruzione le ritmiche
di chitarra distorta che danno il via al brano.
Pezzo cadenzato ed emozionante, bello il ritornello.
Ed ecco una delle parti più belle del
brano: l'assolo, per il quale non ho davvero
parole per esprimerne la reale bellezza. Si
rientra subito nel ritornello ed ecco che tutto
si ferma e riaffiora l'arpeggio di cui era stato
dato solo un piccolo accenno all'inizio del
brano, e su cui si aggiunge una bellissima frase
di synth, poche note ma azzeccatissime.