L'ultimo grande
classico degli Iron, purtroppo ai tempi sottovalutato
da molti e solo ultimamente rivalutato, anche
se non ad unanimità. Un disco sicuramente
difficile da digerire, in gran parte lento, oscuro,
pieno di atmosfere sinistre, con testi socialmente
impegnati e un realismo crudo e lacerante. E poi,
Lui, il fattore x, colui che prese il posto del
fuggitivo Bruce, quel Blaze Bayley, una vera belva
con i suoi Wolfsbane, qui in vesti completamente
riviste, da cantore oscuro e malinconico e incredibilmente
caldo e profondo nella sua interpretazione; un
cantante completamente diverso dal suo predecessore,
ma sicuramente un singer di enorme caratura, purtroppo
non accettato da quei cosiddetti "fan"
che vedevano Bruce e nessun altro al microfono.
L'Opener "SIGN OF THE CROSS" è
un pezzo di notevole spessore epico, accostabile
a pezzi come 7H SON OF A 7H SON o RIME OF THE
ANCIENT MARINER,ALEXANDER THE GREAT, ampio uso
delle tastiere come non se ne sentivano dall'epoca
del "Settimo Figlio", melodia vocale
azzeccatissima e cambi di tempo fantastici fanno
di questa song un vero gioiello!
La successiva LORD OF THE FLIES, monolitica nel
suo incedere colpisce nel segno come la velocissima
MAN ON THE EDGE, dalla strofa rockeggiante con
un blaze totalmente a suo agio ed estremamente
aggressivo e potente! Con FORTUNES OF WAR si entra
nella fase lenta e claustrofobica del disco con
tema principale la guerra e in particolare lo
stato d'animo e gli incubi post bellici di un
soldato che, dopo il conflitto, si ritrova ad
essere un nulla prigioniero dei propri fantasmi.
Pezzo di fattura eccezionale dotato di una parte
veloce trascinante e di una linea vocale da brividi!
LOOK FOR THE TRUTH si fa notare per un intro dalla
linea vocale spiazzante seguita da un mid tempo
incalzante con melodie azzeccate e una linea di
basso eccezionale che dona al pezzo un groove
molto trascinante.
THE AFTERMATH riprende il tema della querra e
in particolare quello post bellico presente su
FORTUNES... seguendone in parte anche la struttura
con intro arpeggiata e cambio di tempo secco nella
parte centrale con l'assolo più bello di
tutto il disco, uno dei miei pezzi preferiti.
JUDGMENT OF HEAVEN è estremamente melodica
in linea con alcune cose sentite su SEVENTH SON,
stupenda!
Intro fenomenale di basso per BLOOD ON THE WORLD'S
HAND , incedere marziale del pezzo, ottime linee
vocali e bella prestazione di Blaze, molto aggressiva
e melodica contemporaneamente.
THE EDGE OF DARKNESS a mio modo di vedere è
un capolavoro assoluto, la Hallowed be thy name
degli anni 90, un Blaze teatrale e realistico
all'ennesima potenza, grande parte di batteria,
liriche strappalacrime, melodie da infarto....nulla
da aggiungere...
2AM è il pezzo + lento del disco , intro
arpeggiata ed esplosione nel refrain con linea
vocale facilmente aasimilabile e decisamente azzeccata.
THE UNBELIVER chiude il disco nel migliore dei
modi con lasua struttura estremamente articolata
e le sue melodie vocali piuttosto inconsuete e
particolari, nonchè esteremamente difficili
da interpretare, ma fottutamente trascinanti!
In definitiva un CAPOLAVORO incompreso, un disco
spiazzante, complesso, difficile da assimilare,
ma una volta fatto proprio non ti lascia più!
Qui si possono trovare tra le più belle
melodie vocale mai scritte dagli Iron e tra i
migliori arrangiamenti.
Un appunto sulla prestazione di Blaze: a mio modo
di vedere perfetta e incredibilmente evocativa
e struggente in varie parti....un album da riscoprire
assolutamente!