I Liege Lord
nascono nel 1982, ma solo 3 anni dopo, grazie
all’interessamento dell’ Ironworks
per gli Usa e della Black Dragon per l’Europa
rilasciano il loro primo disco Freedom’s
Rise ed è subito storia…
Ebbene si quest’album si può vantare
di essere la risposta alla definizione di power
metal: riff di chitarra potentissimi, assoli,
base ritmica precisa e un cantante acuto e potente
ne fanno un piccolo capolavoro dello US Metal.
Si parte con l’intro Prodigy dal sapore
epico x poi iniziare a fare sul serio con la potentissima
Wielding Iron Fists con le sue cavalcate alla
Iron Maiden e con la coppia d’ascie Truglio/Mccarthy
sugli scudi.
Si prosegue con la terremotante Dark Tale al limite
del thrash dove è il singer Andy Michaud
a farla da padrone con la sua voce acuta e cattiva
quanto basta.
Amnesty è introdotta da un giro di chitarra
ipnotico e si presenta più cadenzata e
ritmata, ma è solo un attimo, ci pensa
Rage Of Angels a riportare tutto su binari più
veloci e anche qui aleggia prepotentemente lo
spirito della Vergine di Ferro e anche in questo
contesto sono le due chitarre a svolgere un ruolo
fondamentale per l’economia del pezzo.
Vials Of Wrath e forse il pezzo migliore del lotto,
una pura speed song che ricorda molto i conterranei
Helstar per l’andamento, dove è tutto
l’insieme a viaggiare alla perfezione con
una sezione ritmica strepitosa e ancora una volta
una prova superba da parte di Michaud.
Ancora power con la P maiuscola in Warriors Farewell
per continuare con For The King memore ancora
una volta se ce ne fosse bisogno degli insegnamenti
di Harris e compagni riletto però nell’ottica
della scena americana.
L’epilogo è affidato a Legionnaire
dove riemergono le cordinate thrash il tutto a
chiudere degnamente un disco pressoché
perfetto, dove tutto funziona alla perfezione
senza cali di tensione, consigliatissimo a tutti
quelli che amano definirsi Defenders!