I Kabal sono attualmente alla ricerca di un nuovo bassista
TRACKLIST
01
- Ray Of Light
02
- Endress Narration
03
- Heart Attack
04
- The Eyes Of The Evil
05
- Hell In Me
06
- You Could Be Friends
07
- Liar
08
- Why Do We Fight
09
- The Mirror
Bonus Tracks
11
- Open The Gate (live)
12
- Shake To Hell (live)
13
- Black Different Faces
I Kabal vengono da Parma e si formano nel 2003. Nel 2004 esce il loro primo demo "Bullet Hole". La line up vede: Michele "Mike" Sozzi alla voce, Luca "The Duke" Manfredotti e Manuel "Manu" Cantarelli alle chitarre, Simone "Wallace" Bandini al basso e Cristiano "Bosco" Boscaini alla batteria.
Il gruppo ci propono un heavy metal di ottima fattura con sfumature e influenze che spaziano tra diversi generi come il power o l'hard rock, ma che vengono amalgamate in modo ottimale e rendono la loro musica certamente singolare.
- Ray Of Light, il primo brano, dà subito un'idea dell'ottimo lavoro che svolge la band, un alternarsi di parti più veloci e altre cadenzate, con riff di chitarra graffianti e fraseggi molto belli che si incastrano alla linea vocale nelle zone cadenzate. Assolo che mischia virtuosismi messi al posto giusto a note lunghe di ottimo gusto.
- Endress Narration entra con una bella cavalcata, brano ricco di cambi di suddivisioni ritmiche sul 4/4 che gli danno grandi dinanmiche. Assolo non pretenzioso ma con i suoi perchè. Quasi alla fine del brano, un bel cambio di tempo di metronomo che velocizza leggermente.
Un'inquietante intro (fatto molto bene, a differenza di molte cose che si sentono spesso in giro... che io chiamo "tentativi venuti male di rendere inquietante un'intro") dà inizio a Hearth Attack, brano cadenzato dagli interessanti cambi di accenti delle strofe e dai ritornelli più quadrati e trascinanti, in cui è presente anche una voce femminile nelle backing vocals.
- The Eyes Of The Evel vede, a mio parere, un cambio di genere, si passa a sonorità più hard rock ma con un cantato decisamente più aggressivo rispetto ai canoni di tale genere. Cosa che rende il brano singolare e con un che di nuovo.
- I fraseggi di chitarra e i ritornelli di Hell In Me, a livello di sonorità mi fanno pensare ad un brano molto bello dei Blue Oyster Cult (Don't Fear The Reaper) con arrangiamenti più aggressivi. Durante le strofe invece troviamo un riffing molto (azzarderei dire) Manowar. Accostamento che trovo piuttosto interessante.
- Più Easy-listening è invece You Could Be Friends, Hard Rock con ritornelli cantabili.
- Su un tempo lento Liar propone un equilibrato intrecciarsi di generi e sonorità, dall'intro quasi new wave, su cui entrano chitarre distorte sull'1 di ogni battuta, pad e pianoforte per poi passare alla strofa in stile power, con linee vocali melodiche su arpeggi di chitarra e subito dopo ad un ritornello pià aggressivo. Segue un cambio di tempo, dal 4/4 al 12/8 e di nuovo al 4/4.
- Power metal su un tempo veloce per strofe e ritornelli, e un po' più cadenzato nei pre per la traccia 8, Why Do We Fight. Assolo di gran gusto spezzato qua e là da frasi di chitarra molto belle.
- Ancora power veloce per The Mirror, il cui ritornello (molto Virgin Steele oriented) mi è piaciuto veramente tanto. Molto bello anche lo special, quasi a fine brano, che viaggia su un tempo più lento.
Open The Gate e Shake To Hell sono due brani dal vivo in cui si riscontra un'ottima performance di tutta la band.
Black Different Faces, bonus track dell'album, è un brano molto intenso, ispirato, e a dir poco emozionante. Un tempo medio, cori nel ritornello e pad di sottofondo sotto un riffing molto calssic metal. Cambio di tempo per lo special. Bellissimo.
Il track by track la dice lunga sul gruppo e sul lavoro che svolge, ma non è tutto, perchè se a degli ottimi brani suonati bene, aggiungi anche il fatto che il disco si sente in modo ottimale, che è autoprodotto, che è fatto secondo tutte le regole con un artwork di tutto rispetto (booklet completo di testi dei brani) e una serigrafia cd niente male, allora credo che i Kabal meritino un bel 9.
Unica critica è il fatto che secondo me il disco scarseggia un po' di arrangiamenti, cosa che a volte rende i brani un po' vuoti. A parte questa piccolissima pecca, direi che il lavoro è davvero ottimo!!! Disco consigliatissimo!!!! Complimenti ragazzi!!!!