Siamo nel 1997
e Kai Hansen e soci si sono da poco lasciati alle
spalle il glorioso "Land Of The Free",
album fortunatissimo che ha visto il ritorno del
folletto del power metal alla voce. Dopo un discreto
live album i nostri hanno un compito difficilissimo:
riuscire a bissare il loro capolavoro precedente
e far apprezzare a tutti il nuovo album. Ebbene
tutto ciò incredibilmente avviene e anche
nel migliore dei modi. C'è da dire innanzi
tutto che 2/4 dei componenti sono cambiati: Henjo
Richter prende la chitarra di Dirk Schlachter
(che passa al basso), mentre Dan Zimmermann è
il nuovo batterista. "Somewhere Out In Space"
si presenta subito come un grandissimo album (basato
ancora una volta sulle saghe fantascientifiche
già adottate nel disco precedente) e per
capirlo basta solamente inserire il cd nello stereo
e premere play. Si parte con "Beyond The
Black Hole", pezzo che si apre con un vertiginoso
giro di basso che fa da introduzione ad un'esplosione
di potenza tipica dello speed-power; seguono sei
minuti di una traccia davvero epica (scritta,
come la maggior parte delle altre canzoni, da
sua maestà Hansen). Segue "Men, Martians
And Machines", canzone dal tipico sound heavy
aiutato dal suono delle tastiere, che si conclude
con un assolo davvero bello. Stesso discorso per
la successiva "No Stranger" che si presenta
con un ritornello leggermente più melodico.
Passiamo così alla title-track che, a mio
avviso, è una delle più belle canzoni
dei Raggi Gamma, l'arrangiamento ricorda un pochino
i cugini Blind Guardian, così come il ritornello
e i cori che richiamano molto il lato epico e
sinfonico del power. The Guardians of Mankind
(scritta da Richter) è la classica canzone
power, molto orecchiabile con un godibilissimo
assolo incrociato nel finale. "The Landing"
è l'intro che ci porta verso "The
Valley Of The Kings" (che diventerà
uno dei singoli dell'album), un'altro classico
della band teutonica che sembra studiato apposta
per essere cantato dal pubblico in sede live.
Seguono "Pray" (che rappresenta la ballad
del disco) e "The Winged Horse" (altro
pezzo scritto da Richter) dove l'assolo richiama
"A Light In The Black" dei Rainbow,
storico gruppo a cui il nuovo chitarrista dei
Gamma Ray si ispira moltissimo. La decima traccia
"Cosmic Chaos" (una sorta di assolo
di batteria del bravissimo Zimmermann) ci introduce
alla divertentissima "Lost In The Future",
canzone che ci riporta agli Helloween di una volta,
dove l'assolo riprende il famoso motivetto "Oh
Susanna". Il brano seguente è "Watcher
In The Sky" dove troviamo come special guest
il cantante degli "Iron Savior" Piet
Sielke (il pezzo verrà poi inserito proprio
nel loro primo album). "Rising Star"
è una breve intro di piano che mano a mano
avanza fino a far esplodere la seguente "Shine
On", altro pezzo power potente che chiude
gloriosamente l'intero lavoro. E' presente inoltre
una bonus-track: si tratta della cover degli Uriah
Heep "Return To Fantasy", senza dubbio
ottimamente eseguita.
Tirando le somme, questo quinto studio-album della
band (il secondo con Hansen alla voce) è
davvero fenomenale, non ha punti deboli e tiene
sempre l'acoltatore incollato allo stereo; i Gamma
Ray si sono davvero superati, regalandoci un altro
capolavoro di puro speed-power metal.