I Gamma Ray,
band ormai solida e confermata ai vertici del
power metal, sforna questo ultimo live album tratto
dall'omonimo tour. Le canzoni sono state selezionateda
due concerti: quello di Barcellona e quello di
Strasburgo.
L'album comincia con Welcome, se si può
considerare una canzone. Più che altro
un'introduzione, usata per scaldare un attimo
l'atmosfera. La partenza vera e propria arriva
con Gardens of the sinner, potente pezzo tratto
dall'album Powerplant. La prestazione di Kai Hansen
e di Henjo Richter si fa subito notare e fa già
capire come sarà il resto dell'album. L'esecuzione
è perfetta, la parte vocale è molto
curata e gli assoli si fanno apprezzare per la
melodia. Parte a ruota Rich and Famous, un brano
molto semplice e lineare, con un ritornello molto
orecchiabile che ti si inchioda in testa già
dal primo ascolto. Poi parte All of the Damned,
un po' più fiacca delle precedenti, ma
comunque sempre molto potente e coinvolgente,
soprattutto nella parte degli assoli, eseguiti
alla perfezione come sempre. Dopodichè
si torna indietro di parecchi anni con No return,
che forse fa sentire la mancanza del vocalist
Ralf Scheepers in qualche punto. In effetti è
un brano scritto sulle caratteristiche vocali
dell'ex-singer dei Gamma Ray che si faceva meglio
apprezzare in questo brano come in pochi altri.
Parte poi un pezzo piuttosto lungo, Armageddon,
caratterizzato da cambi di melodia e ritmo e da
un ritornello forse eccessivamente banale. Il
brano è piuttosto veloce e troviamo un
Dan Zimmermann finalmente in grande spolvero,
dopo una prestazione un po' imprecisa fino ad
ora, soprattutto nelle rullate. Poi è la
volta di Heavy metal universe, brano che sentito
a casa fa poco effetto, per la semplicità
con cui si presenta, ma che dal vivo prende molto,
specialmente quando Kai fa cantare il pezzo "it's
a heavy metal universe" al pubblico. One
with the world è un brano molto melodico
nella sua potenza, veramente coinvolgente, con
un assolo a livello compositivo eccelso. Peccato
che in questo disco la canzone venga rovinata
da uno Zimmermann incredibilmente impreciso. Lo
stesso Dan è il protagonista dell'assolo
di batteria che segue One with the world. Veramente
pregevole, niente da criticare. Il cd 2 si apre
con Razorblade sigh, assolutamente il brano più
bello di entrambi i cd. Potente, melodico, con
due assoli storici e cantato divinamente. Segue
poi The heart of the unicorn. C'è da chiedersi
come abbia fatto Kai a non perdere la voce cantandolo
in quel modo. Un urlo continuo, devo ammettere
un po' fastidioso alla lunga. Il brano non è
niente di che, un po' fiacco, a parte un intermezzo
melodico a due chitarre molto orecchiabile. Poi
è la volta della storica Last beforse the
storm. Qui la mancanza di Ralf non si sente neanche
un po', anzi, devo dire che Kai la canta meglio;
è meno preciso ma trasmette di più.
La canzone è stata modificata rispetto
ad altre versioni che ho sentito in passato, un
minimo più lunga sul finale. Inoltre dopo
l'assolo di Kai Hansen è stata inserita
una variante nella parte a due chitarre. Segue
Victim of fate, brano originariamente degli Helloween.
La scena è ancora una volta tutta per Mr.
Kai, che interpreta la canzone magnificamente,
sia sul cantato sia sull'assolo, senza contare
che la suona mentre la canta (e vi assicuro che
è veramente difficilissimo). Troviamo anche
per la seconda volta Dan Zimmermann come lo conosciamo,
cioè impreccabile. Poi è la volta
di Shine on/Rising star. Il brano è lungo,
forse troppo, rischia di annoiare l'ascoltatore.
Segue una ballad, The silence. E anche qui Ralf
Scheepers è stato soppiantato alla grande.
Impeccabile come esecuzione in tutto e per tutto.
Heaven or hell e The guardians of mankind non
dicono niente, due canzoni molto banali e moscie.
Da sottolineare solo la prova di Henjo Richter
nell'ultima. Infine chiude il tutto New world
order, brano nato per essere suonato dal vivo.
Un ritornello molto semplice, anche questo ti
si stampa in testa in un secondo per non uscirtene
più. Il pezzo è piuttosto lento,
nel senso che ci mette un po' a prenderti, parte
molto soft, poi si incattivisce sempre di più,
per esplodere dopo l'assolo con un martellante
motivetto cantato continuamente dal pubblico.
Giusto in tempo per l'ultimo "scream it!"
di Kai si chiude il disco con un finale lunghissimo
alla conclusione di New world order. Il cd ha
una tracklist di ottima qualità, è
suonato molto bene e ci mostra un Kai Hansen in
grande sintonia con il microfono. Da sottolineare
anche l'incredibile prova come seconda voce di
Dirk Schlachter, che si trova a cantare su tonalità
altissime tanto da essere stato scambiato per
lungo tempo dal sottoscritto per una donna. Prende
solo 8,5 sia per la prova veramente negativa di
Dan Zimmermann, sia per la tracklist comunque
non impeccabile. Ormai l'assenza di Dirk Schlachter
alle sei corde non si sente più di tanto,
specialmente con un Henjo Richter come questo.
Certo, come bassista forse è sprecato.
Insomma, i Gamma Ray ci confermano che il power
vero esiste ancora e che finchè Kai vivrà,
il power resterà in vita.