Dopo 2 grandi
album come Vain Glory Opera (prodotto da Timo
Tolkki) e Theater Of Salvation, gli Edguy guidati
dall’immenso Tobias Sammet, mettono a segno
il colpo che li ammette di diritto nell’olimpo
degli dei del Power.
Già dall’opener Tears Of AMandrake
si sente il terremoto di doppia cassa (anche se
la canzone in questione è un mid tempo),
il patos nella voce dell’autore di Avantasia,
complice un vibrato che deve tutto o quasi a Michael
Kiske, e le twin guitars degli ottimi Sauer e
Ludwig. La successiva Golden Dawn è power
allo stato puro con, ancora una volta, un Sammet
straordinario.
Arriva poi Jerusalem, insieme
a Pharaoh brano più epic del disco, che
fa sentire il tema principale suonato da cornamuse...
per poi continuare col discorso Helloween. La
quarta traccia, 1 singolo di Mandrake, è
All The Clowns, che tra cambi di tonalità
e urli che squarciano il cielo, ci portano alla
mia canzone preferita del disco: Nailed To The
Wheel.
Dopo un inizio tenue in odore
di ballata strappa lacrime, tutto si ferma con
il cantante che invoca, con un acuto dei suoi,
il metal che arriva e distrugge con un ritornello
cattivissimo, per poi esplodere ancora nell’epilogo
del brano. Poi è il turno della già
citata Pharaoh, scritta interamente da Sammet
(come tutte d’altronde) che parla di faraoni:
questo è il brano più complicato
del disco dove si intrecciano moltissimi giri
compreso il momento di pausa a metà del
brano che spezza un po’ il ritmo ma dà
nuova linfa vitale alla canzone.
La power balllad strappa lacrime
Wash Away The Poison è diventata la mia
ballata preferita in assoluto, vuoi per il cantato
magico di Tobias, vuoi per il testo, per l’assolo
stile Helloween ma soprattutto per le emozioni
che trasmette.
Fallen Angels è invece
la tipica canzone power che non toglie e non
aggiunge niente al disco. La traccia numero
9 è Painting On The Wall altro mid tempo,
che complice un inizio con organo, sembra richiamare
i Deep Purple, ma poi l’influenza torna
quella di Kay Hansen e compagni.
L’ultima canzone del disco,
Save Us Now, è una vera perla, o manifesto,
dell’happy metal, song che trasmette allegria,
canti al primo ascolto e conclude uno degli
album power più belli mai usciti. Ma
la vera conclusione arriva con The Devil And
The Savant, bonus track buona ma secondo me
inutile.
Gli Edguy sono più maturi
rispetto agli album precedenti, come è
giusto che sia, e conquistano definitivamente
il ruolo di gruppo power migliore del momento,
con un cantante che, togliendo Dio Kiske, non
ha nulla da invidiare agli altri cantanti della
scena, anzi si dimostra cresciuto sia come tecnica
che come estensione.
Concludendo: il gruppo tedesco
non ha inventato sicuramente nulla di nuovo,
ma sono ora gli unici capaci di far tornar il
power in cima al mondo come al tempo dei due
Keeper.