Questo album,
il quarto della band, oltre ad essere uno dei
migliori, segna un momento importante nell'evoluzione
del sound dei Blind Guardian: è infatti
l'anello di congiunzione tra il classico power
tedesco dei primi album (che qui ancora prevale)
e le sonorità molto più complesse
che verranno portate avanti negli album seguenti.
Malinconiche note di chitarra acustica introducono
"Time what is time" prima dell'esplosione
elettrica che da il via al pezzo, il quale alterna
brevi parti piu pacate e malinconiche a potentissime
accelerazioni (una vera macchina da guerra la
batteria di T. Stauch). Azzeccate anche le parti
di chitarra solista tra una strofa e l'altra.
Da segnalare anche il testo della song, ispirato
al film BLADE RUNNER. Se questa canzone è
un classico altrettanto si puo dire della seguente
"Journey through the dark", le cui sonorità
cupe e potentissime danno davvero l'idea di un
viaggio in un' oscurità irta di insidie,
prima di sfociare nell'epico ritornello che caratterizza
il pezzo. La breve (meno di un minuto) "Black
Chamber", per solo pianoforte e voce, fa
un po' da intro x l'orchestrale "Theatre
of pain" pezzo piu melodico dei primi due
ma altrettanto bello. Sempre ottimi gli interventi
solisti di chitarra, così come Hansi che
con la sua inconfondibile voce caratterizza al
meglio i vari pezzi (e direi un po' il sound della
band in generale). Di "Theatre of pain",
nella versione dell'album in mio possesso è
presente anche una versione interamente orchestrale,
posta come bonus track in chiusura.
Ancora epicità ai massimi livelli in "The
quest for tanelorn": aperta da una inquietante
melodia acustica che accompagna la voce di Hansi,
diviene presto un pezzo molto potente che raggiunge
l'apice nel maestoso chorus e nell'onirico break
che segue... una sorta di invocazione davvero
ben riuscita. Ma è un po' tutto il pezzo
a rendere alla grande le atmosfere dei libri di
Moorcock a cui è ispirato (il ciclo di
Elric da cui han preso abbondante ispirazione
anche i Domine).
Melodie molto particolari caratterizzano "Ashes
to ashes": canzone molto potente e assai
complessa che necessita di qualche ascolto in
più per essere compresa e apprezzata pienamente.
Un cerchio di persone intorno a un fuoco, un menestrello
che con la sua chitarra canta l'ultima canzone...
questa è l'immagine migliore che mi è
venuta x definire quella gemma che è "The
bard's song" canzone davvero magica nella
sua semplicità, che è divenuta il
culmine di tutti i concerti del gruppo dove Hansi
la lascia cantare quasi sempre interamente al
pubblico creando una atmosfera incredibile...
A seguire troviamo "The hobbit" classica
Blind Guardian song, ispirata all'omonimo romanzo
di Tolkien, autore a cui la band renderà
un omaggio ancora maggiore con l'album "Nightfall
in middle earth" interamente ispirato al
suo "Silmarillion".
Una breve intro di cornamuse ("Piper's calling")
lascia presto spazio alla title-track: splendido
pezzo posto a chiudere l'album in cui si alternano
di continuo violentissime sfuriate speed e parti
epiche e corali.
Che dire ancora se non che questo
"Somewhere far beyond" è un
grande disco, che pone le basi di quello che,
a parer mio, è il capolavoro della band:
"Imaginations from the other side",
rispetto al quale comunque lo colloco giusto
un mezzo punto sotto, vista la bellezza delle
canzoni e la totale mancanza di cadute di tono
nell'arco di tutti e 10 i pezzi che lo compongono.
Una piccola nota anche x la copertina davvero
molto bella.