09
- The Christmas Song (Chestnuts
Roasting on an Open Fire)
10
- Heavy Metal Christmas (The
Twelve Days of Christmas)
10
- Bonus Track ( "We wish
you a Twisted Christmas")
Ebbene
si, non è un gruppo cover, sono proprio
loro, i nostri cari, amati e sempre più
svitati "sick motherfuckers". I Twisted
Sister sono stati un gruppo di punta per il Glam
Metal degli anni ottanta e dopo averci devastato
con album del calibro di "Under the Blade",
"You can't stop Rock' n' Roll" e quella
perla di nome "Stay Hungry", decisero
inaspettatamente di sciogliersi (dopo alcune pubblicazioni
poco convincenti) per un silenzio durato quasi
quindici anni, fino alla inaspettata (ma tanto
desiderata) reunion del 2003, seguita da un tour
mondiale che li ha visti protagonisti indiscussi
al Gods Of Metal dell'anno successivo (che io,
aimè, persi). Durante tutti questi anni
di silenzio la band ha dato alle stampe solo varie
raccolte e alcune testimonianze live (da non perdere
"Live at Hammersmith") e l'anno scorso
decise di ristampare il loro master-piece "Stay
Hungry "arricchendolo con pezzi inediti e
pubblicandolo a nome "Still Hungry"
(mi duole dirlo ma è stata solo una mossa
commerciale). Ma, quando oramai nessuno più
si aspettava una nuova release da parte della
"sorella schizzata", ecco arrivare il
tanto atteso studio album. Bè, è
sempre un piacere vedersi spuntare il faccione
ringhioso di Dee Snider: ma da dove? Da un albero
di natale! E già, perchè pur riarrangiate
secondo il loro stile, le 11 track di "A
Twisted Christmas" non sono altro che canzoni
natalizie rilette in chiave hard' n' heavy.
Le danze si aprono con "Have Yourself a Merry
little Christmas", brano che parte in maniera
molto soft, ma poco dopo (quando una voce incita
Dee&Co. a suonare a modo loro) si trasforma
in un mid-tempo rock, in pieno Twisted-style,
con un ritornello assai melodico, per poi finire
in versione speed (quasi punk): follia allo stato
puro!
Il secondo pezzo, "Oh Come All Ye Faithful",
tanto per cambiare, è un riadattamento
del celeberrimo cavallo di battaglia "We're
not gonna take it" (stesso tempo, stessa
melodia, stessi accordi), ma che di certo non
annoia l'ascoltatore: la brutta copia dell'originale.
"White Christmas" è invece su
ritmi più hard rock ed è sicuramente
ben riuscito, tenendo conto la diversità
rispetto alla versione originale: buono l'assolo
di Eddie Ojeda e lo stacco iniziale e finale.
In "I'll Be Home for Christmas", bella
semi-ballad, si registra la presenza della rediviva
e mai dimenticata Lita Ford come ospite alla voce:
ben riuscito il duetto con Dee Snider, e gran
bella melodia.
"Silver Bells" ricorda molto gli Ac/dc
nei riff di chitarra (soprattutto all'inizio):
è un pezzo, come sempre, iper-melodico,
ma che di certo non guasta all'interno di un'album
natalizio anche per i cori anthemici del ritornello.
"I saw mammy kissing Santa Claus" parte
nella stessa tonalità della canzone precedente
e anche qui la versione rifatta esce abbastanza
convincente. Bello il fraseggio di chitarra a
metà del brano.
"Let It snow" all'inizio ricorda (per
il ritmo) "Children of the Grave" dei
Sabbath, ma dopo poco torna ad essere una classica
heavy-rock song, caratterizzata dai (soliti) ritornelli
mielosi: ancora carino l'assolo ma forse il ritornello
poteva essere costruito meglio (sembra quasi una
pubblicità per bambini!).
"Deck the Halls" è un pezzo molto
più hard-rockeggiante e ben suonato, con
tanto di campane: i cori però sembrano
più adatti alla pubblicità dei panettoni
Bauli (ahahaha, sentire per credere!).
Con "The Christmas Song (Chestnuts Roasting
on an Open Fire)" torniamo su un mid-tempo
cadenzato dove la melodia è la vera protagonista:
fantastici gli acuti del buon vecchio Snider nel
finale!
"Heavy Metal Christmas (The Twelve Days of
Christmas)" è sempre una cover natalizia
resa, anche nelle lyrycs, in versione heavy, cantata
da tutti i componenti a squarciagola e con tanto
di finti applausi finali: autoesaltati!
Il disco termina con una brevissima bonus (se
cosi la si può definire!) in cui tutta
la band sembrerebbe (permangono forti dubbi) cantare
all'unisono "We Wish You A Twisted Christmas":
commovente!
Tirando le somme, pur essendo un loro fan, devo
obbiettivamente dire che, pur rivelandosi un album
discreto e piacevole all'ascolto, "A Twisted
Christmas" non può di certo essere
considerato come un grande ritorno: sia perchè
è un album di cover (e non di pezzi propri),
e sia perchè forse alcuni ritornelli potevano
essere resi ancor più coinvolgenti, quando
di tanto in tanto appaiono un po' già sentiti
o troppo forzati. Detto ciò ritengo innegabile
che la band sia in forma smaliante (dal vivo soprattutto!),
e allora perchè non continuare a sperare
ancora in un vero ritorno in studio?