I
Blind Guardian sono sicuramente la più
importante e famosa band power metal mondiale,
un gruppo i cui cd sono da tempo entrati nella
storia. Nessuno di noi può dimenticare
i pomeriggi passati ad asoltare storici album
come Imaginations From The Other Side o Nightfall
In The Middle Earth. Tuttavia i tempi sono cambiati,
i Blind Guardian hanno col tempo subito delle
evoluzioni di cui bisogna necessariamente tener
conto. Dal 2002 con l’uscita di A Night
In The Opera, notiamo un massiccio utilizzo di
una particolare tecnica di
sovrapposizione resa famosa dagli stessi Blind
Guardian, l’overdub, utilizzata per rendere
più corposi ed epici i cori, ma anche per
dar l’impressione che a sostenere i due
chitarristi ci sia un intero esercito di musicisti.
L’ottavo album dei nostri eroi, A Twist
In The Mith, propone un sound più diretto
e immediato, mancano le parti orchestrali caratteristiche
del precedente cd. A brani dalle strutture particolarmente
complesse ed articolate, si preferiscono brani
dalle strutture semplici e particolarmente armoniose.
Tutto ciò farebbe pensare ad un ritorno
alle origini, niente di più sbagliato!
Per quanto belle e godibili le canzoni di quest’ottavo
album dei Blind Guardian risultano mancanti di
quella cattiveria caratteristica dei primi lavori.
Non troverete quindi le sfuriate di chitarra che
hanno portato tanta fama alla band. Questo per
così dire “difetto” è
probabilmente da attribuire alla sorprendente
uscita dal gruppo dell’egregio batterista
Thomas Stauch la cui ritmica incalzante, elaborata,
ed azzeccata in ogni minimo dettaglio, portava
ogni songs dei Blind Guardian ad un eccelso livello
tecnico, regalando anche ad ogni traccia una potenza
inaudita.
Il nuovo batterista Frederik Ehmke svolge ottimamente
il suo compito, ma spesso sembra che suoni senza
cuore; non ha insomma la capacità di emozionare
l’ascoltatore con il suo lavoro. La batteria
non è tutto però, il cd è
infatti più che altro impostato su incroci
melodici e raffinati di chitarra, sicuramente
tra i migliori mai scritti dalla band tedesca.
I riff e gli assoli che compongono il disco sono
di vario genere, dal power metal classico, a toni
quasi medievali, fino a giungere a composizioni
di scuola New Wave Of British Heavy Metal. Un’ottima
prova insomma per le due asce del gruppo (André
Olbrich e Marcus Siepen) che riconfermano la loro
capacità di creare ottima musica e grandi
atmosfere con i loro strumenti. Il cd si compone
di undici tracce, tra cui possiamo trovare i classici
pezzi lenti e melodici, in questo caso “Carry
The Blessed Home” e “Skalds and Shadow”
(contenuta nell'omonimo singolo insieme a "Fly"),
impostati sul suono pulito delle due chitarre
e con qualche sprazzo di tastiera che contibuisce
a dare corpo e melodia ai pezzi. Alcune tracks
risultano essere particolarmente originali come
“Fly” e “Another Stranger Me”,
canzoni tutt’altro che immediate, ma assolutamente
godibili con un ascolto più approfondito.
Non mancano tuttavia brani più veloci ed
immediati come “This Will Never End”
e “Otherland”, che introducono il
disco. Una nota di merito all’ultima track
“The New Order” una delle più
belle songs di tutto il cd, elaborata, divertente
e coinvolgente.
In conclusione posso affermare che questo è
sicuramente il cd meno cattivo e più allegro
della band teutonica, tuttavia ha un suo personale
fascino che lo rende apprezzabile e assolutamente
godibile nella sua totalità. Consiglio
perciò a tutti l’acquisto di A Twist
In The Myth.
DANKE BLIND GUARDIAN!!!