I
Masterdom vengono da Pistoia
e vedono Iacopo Farnocchia
alla voce, Thomas Frediani
e Simone Del Carlo alle chitarre,
Andrea Moroni al basso, Daniele
Vento alle tastiere e Simone
Frediani alla batteria.
Nascono nel 2005 e, tra vari
cambi di line up, registrano
altri due demo: Angelic Riot
e The Metal Goddess.
La band nasce come power/epic
per poi spostarsi su un Heavy
Metal più classico.
Siamo
dunque al terzo demo della
band, dal titolo Wings Of
Freedom; all'interno 4 tracce
tra cui un'introduzione.
Nel dettaglio:
Bloody Souls, bella intro
atmosferica con una voce narrante
sopra un tappeto di tastiere.
L'inizio di Levittimia Veren
mi dà false speranze,
l'intro al brano è
di grande impatto ma quando
raddoppia purtroppo sembra
di sentire tutt'altro genere;
sonorità quasi black
metal soprattutto tra una
strofa e l'altra, mischiate
ad un riffing oserei dire
quasi punk nelle strofe.
Peccato, perchè il
secondo brano, Fire N' Flames
è un concentrato di
heavy metal con picchi power.
Molto bella sia come struttura
che come esecuzione, non fosse
per qualche piccola imprecisione.
La voce è sicuramente
diversa da tante in giro,
il che rappresenta un punto
a favore della band, andrebbe
curata però un po'
di più l'esecuzione.
La timbrica mi fa pensare
un po' al Kai Hansen dei primi
tempi e perchè no,
anche un po' al caro DeFeis.
L'ultimo brano, Wings Of Freedom;
anche questo ha, secondo me,
sonorità parecchio
black metal, ma essendo solo
una questione di sonorità
e non di riffing, trovo che
ci stia molto bene.
Il brano in se è heavy
su un mid tempo, epico e trascinante.
Molto bello ma sempre con
imprecisioni di esecuzione
un po' sulla voce, ma anche
sul solo, a tratti un po'
forzato e spigoloso. Nel complesso
un bel brano.
In linea
generale il demo è
piacevole, però ha
diverse lacune dovute a fattori
diversi come il fatto stesso
di essere un terzo demo. Che
si condivida o no la scelta,
sapendo di trovarsi ad un
terzo demo ci si aspetta più
attenzione nella qualità
della registrazione, che in
questo caso credo non sia
all'altezza, ci si aspetta
più precisione nell'esecuzione,
soprattutto della voce e le
chitarre, componenti che sono
sempre in primissima linea.
Ci si aspetta anche qualche
brano in più.
Il primo brano può
piacere o no, ma distaccandosi
molto dal genere proposto
dalla band, credo sia stata
una scelta infelice metterlo
subito dopo l'intro. Fire
N' Flames credo sarebbe stata
un'ottima traccia da attacare
all'intro.
Andiamo
al booklet: il booklet, una
pagina fronte retro, nessuna
foto dei componenti e non
presenta testi, una componente
molto importante; soprattutto
se l'utente si avvicina per
la prima volta alla band,
i testi potrebbero rappresentare
un fattore importantissimo.
La copertina mi fa pensare
a vecchi gruppi heavy epic
quindi direi che si accosta
bene al prodotto, e la serigrafia
del cd va molto bene e riprende
la copertina stessa.
Solito
appunto sulla produzione artistica:
è una delle tante cose
che non va mai sottovalutata,
chiaramente dipende a chi
si vuole proporre il prodotto.
I discografici ad esempio,
guardano tutto: registrazione
in primis, qualità
dei brani sia a livello compositivo,
esecutivo e di struttura.
I testi, fondamentali; la
scelta della scaletta: in
questo caso il primo brano
può fuorviare, distaccandandosi
non poco dal genere indicato
come proprio, e può
portare l'ascoltatore ad interrompere
l'ascolto.
Tutte queste cose messe insieme
possono decretare il successo
o l'insuccesso di un prodotto
musicale.
Il consiglio
è quello di rivedere
tutte queste cose, e magari
presentare un ep con 6 o 7
brani e nel quale si presti
attenzione a tutto. Anche
perchè il prodotto
che ho in mano potrebbe diventare
davvero valido.