I Korigans vengono da Mantova e vedono in formazione Simone Reggiani alle tastiere, Cristina Reggiani al basso, Michele Nobis alla batteria, Moreno Donsante alle chitarre e Luisa Fiorini alla voce.
E' con l'amaro in bocca che mi accingo a fare questa recensione...
E già perchè credo si tratti di un buon prodotto musicale, un power sinfonico decisamente alla Nightwish ma, haimè, che presenta suoni improponibili.
E' quasi difficile distinguere bene i suoni, l'unica cosa più o meno chiara è la linea di tastiere, il resto è quasi interamente un fruscio.
Davvero un peccato.
La prima traccia, "Prologue" è un'intro parlato di un minuto (e già qui i rumori di fondo sono ben udibili) che si lega a "The Seventh Seal", brano che gira su tempi sostenuti e che presenta linee melodiche e vocali molto belle (per fortuna la voce si sente piuttosto bene). Per il resto, difficile capire bene come si muovano le chitarre, dato il fruscio costante.
"Devil's Temptation" inizia con una frase di tastiere molto bella, in cui l'influenza dei Nightwish è fortemente presente. Tempi veloci e cadenzati si alternano durante tutto il brano.
"Divine" parte con una frase di chitarra elettrica e un coro armonizzato. Una ballad dai colori scuri e dalle armonie malinconiche, forse un po' troppo statica, senza particolari crescendi.
Le ultime due tracce sono le cover di "Ever Dream" e "Over The Hills And Far Away" (Nightwish - Gary Moore).
La voce non è lirica, l'esecuzione musicale è piuttosto buona ma la sezione ritmica tira indietro nel tempo e, sarà per via della pessima registrazione, ma il brano risulta piuttosto piatto. La metrica delle linee vocali è quadrata, infatti le note che in origine sono in levare (o terzinate), la cantante le esegue in battere, rendendo il tutto un po' pesante.
In conclusione, le idee ci sono, e credo siano piuttosto buone, ma l'ascolto diventa difficile e pesante con suoni come questi.
L'uso di compressori ed equalizzatori è fondamentale, come è fondamentale regolare bene la fase e scegliere dei buoni suoni per gli strumenti, ma soprattutto eseguire un buon mixdown.
Gli arrangiamenti, che in un genere come questo sono fondamentali, qui sono davvero pochi.
Attenzione anche alla produzione dell'artwork (copertina stampata su carta porosa e sottile) e alla serigrafia cd (non presente), cose altrettanto importanti (non mi stancherò mai di dirlo).
Dato che le idee ci sono, il consiglio è di curare bene tutti questi aspetti del lavoro, perchè credo acquisirebbe gran valore.