I Dirty Rockers vengono da Firenze, la line-up vede Matteo Benci alla voce, Valerio Quercioli e Jacopo Fallai alle chitarre, Giovanni Fanfani al basso e Jamil Cappelli alla batteria. Ci propongono un sano Hard Rock con ingluenze molto Wasp e AcDc, uno di quegli Hard Rock in cui c'è sia la voglia di "divertirsi" ma allo stesso tempo di gridare la propria rabbia, o, per lo meno, questo è quello che si sente visto l'approccio meno easy delle melodie vocali.
Il primo brano, Purple Graffiti, è un brano in tipico stile Hard Rock con delle belle frasi di chitarra ad inizio brano. Le strofe sono interessanti, poco incisivi forse i ritornelli. Il chitarrista ha un ottimo gusto musicale, evidenziato soprattutto nei fraseggi prima delle strofe. Sull'assolo qualche indecisione.
Love Pump rimane negli standard Hard Rock, le frasi di chitarra presentano delle incertezze e non sono precisissime, ma il brano in se è piacevole e d'impatto. Molto molto bella la frase di chitarra, quasi a fine brano, che introduce lo special (peccato che sia così corto): un crescendo verso il ritornello.
Personal Hell inizia con un arpeggio su un tempo lento, molto ispirato ed intenzo. Brano che pian piano va accelerando e che, a livello emotivo, sembra piuttosto triste anche nelle parti più veloci. Ancora frasi di chitarra molto belle. Quasi alla fine il brano si ferma per poi ricominciare con una frase di chitarra e quindi il solo. Bello!
Credo che questa band sia molto valida, a differenza di molti gruppi Hard Rock, i Dirty Rockers riescono ad inserire nello spirito "allegro" tipico del genere anche una punta di "serio", intenso, non rimanendo il solito gruppo casinaro e basta. E lo fanno in un modo molto equilibrato. Sentendo questo demo si sente un gruppo musicalmente molto maturo; le idee ci sono, e, con qualche accorgimento in più, soprattutto sugli assoli, può uscirne davvero un ottimo prodotto.
La produzione del demo però, lascia un po' a desiderare, il booklet è molto bello (anche il retro cd) però è un peccato aprirlo e trovarlo bianco coi contatti scritti a penna. Un vero peccato perchè prometteva davvero bene. Haimè il demo non era accompagnato da biografia. Se continuo a puntare il dito su queste cose è perchè il modo in cui si presenta il proprio lavoro è il primo contatto tra il musicista e il recensore/casa discografica/etc. che si apprestano ad esaminare il demo. Spesso, soprattutto nelle case discografiche, chi esamina i demo, se non trova la biografia, non la cerca su internet e magari accantona il materiale fino a dimenticarsene.
La mia vuole essere una critica costruttiva, vuole essere anzi, più che una critica, una vera e propria dritta. Curare il prodotto fino al più piccolo dettaglio è sempre una carta a nostro favore. Naturalmente ci deve essere prima di tutto un buon lavoro a livello musicale e i Dirty Rockers sono una band che ce l'ha, quindi non posso che fargli un grosso in bocca al lupo e attenti ai piccoli particolari anche per quanto riguarda il supporto stesso (biografia onnipresente, booklet, serigrafia cd, etc).